L’AI dentro Google (riassunti, risposte generative, suggerimenti) sta cambiando il modo in cui le persone incontrano i contenuti. Ma una cosa non cambia: l’utente non “obbedisce” all’AI. Decide. Confronta. Si fida (o non si fida). Quindi la domanda cruciale è: le visite e i clienti arrivano davvero dai suggerimenti AI? E come lo misuri?
Perché le agenzie stanno investendo così tanto nella visibilità AI
Perché l’AI può “mettere in vetrina” un brand prima ancora che l’utente clicchi sui risultati tradizionali. È una nuova zona calda della SERP. E chi ci appare può ottenere: autorevolezza percepita, click indiretti, ricerche brand e contatti.
Ma attenzione: apparire non significa convertire.
Il punto chiave: l’AI influenza, ma la fiducia la costruisci tu
Se il tuo sito è debole, confuso o poco credibile, anche se l’AI ti cita, l’utente può:
- non cliccare
- cliccare e uscire subito
- verificare altrove
Quindi serve un doppio lavoro: essere “citabili” dall’AI e essere convincenti per l’umano.
Come capire se l’utente segue davvero i suggerimenti AI
1) Tracciare i segnali in Google Search Console
In Search Console osserva:
- incremento impression su query informative
- query più “lunghe” e conversazionali
- crescita di ricerche del brand (nome azienda / servizi + brand)
Se aumentano impression ma non i click, può essere “effetto risposta AI”: l’utente legge e non clicca.
2) Analizzare il comportamento in GA4
Guarda cosa succede dopo il click:
- tempo medio di coinvolgimento
- scroll (se lo tracci)
- eventi su CTA (click telefono, WhatsApp, form)
Se l’utente entra e scappa, spesso hai un problema di pagina: messaggio, fiducia, chiarezza, prova sociale.
3) Misurare le conversioni, non la “presenza”
La metrica che conta è: quanti contatti/utili arrivano. Imposta obiettivi chiari: invii modulo, click su email/telefono, prenotazioni, preventivi.
Se la visibilità AI cresce ma le conversioni no, l’AI non sta portando clienti: sta solo “mostrando” il tuo brand.
Come rendere i contenuti più “AI-friendly” senza perdere l’umano
- Risposte chiare e dirette alle domande (FAQ, sezioni “In breve”)
- Struttura pulita (H2/H3, liste, step)
- Definizioni semplici, esempi concreti
- Prove (casi studio, numeri, metodo, processo)
- Autore/azienda identificabili (chi scrive, contatti, credenziali)
Un test pratico: come capirlo “da campo”
Fai questo test per 30 giorni:
- Scegli 5 query informative del tuo settore
- Crea o ottimizza 5 contenuti focalizzati su quelle query
- Traccia in GA4 tutti gli eventi “contatto”
- Controlla Search Console ogni settimana: query nuove e impression
- Se crescono ricerche brand + conversioni, l’AI sta aiutando davvero
Conclusione
La visibilità AI è importante, ma non basta “apparire” nei suggerimenti. Il cliente segue l’AI solo quando trova un brand credibile, una pagina chiara e una proposta che lo convince. Il punto non è inseguire l’AI: è costruire fiducia e misurare tutto con dati reali.
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